Cosa sapere

Avvicinarsi al Golf è molto più facile di quanto si pensi.

Grazie allo sforzo della Federazione, dei circoli, e di tutti gli operatori del nostro meraviglioso sport, è infatti oggi possibile iniziare la pratica del Golf con un investimento di tempo e denaro certamente ragionevole, paragonabile a molte altre attività sportive.

Il Golf è in assoluto la disciplina sportiva più praticata al mondo. Di origine tradizionalmente anglosassone, il Golf si è presto sviluppato in tutto il mondo ed in particolare nel nord America, nell’Europa continentale, in Australia ed in Giappone, dove i praticanti, iscritti o meno alle rispettive federazioni, sono diversi milioni.

Il Golf è uno sport per tutte le età. Si può iniziare a giocare già a 5 o 6 anni (ma non è inusuale apprendere di piccoli giocatori che eseguono i primi swing anche prima), e terminare nell’età più avanzata, finché le condizioni fisiche consentono il movimento: la PGA (Professional Golf Association) americana registra il ragguardevole record di un giocatore che, alla bellezza di 103 anni, ha segnato la sua ottava hole in one (l’aver concluso la buca in un solo colpo) in carriera.

Il Golf si impara in poco tempo. Con un po’ di pazienza, l’assistenza di un buon maestro e qualche ora di pratica, in 3 o 6 mesi (a seconda dell’età, delle pregresse esperienze in altri sport e dell’inafferrabile talento) si è già in grado di “far volare la palla” e di andare in campo, non prima però di aver appreso i rudimenti delle regole di gioco e di comportamento.

Il Golf è per tutte le tasche. Si può iniziare a giocare a Golf (ed anche continuare a praticarlo) presso i circoli tradizionali o presso i campi pratica: questi ultimi normalmente offrono tariffe vantaggiose, sia per l’ingresso alle strutture che per l’associazione, mettono gratuitamente a disposizione le attrezzature necessarie, e propongono pacchetti di lezioni per i neofiti che consentono di apprendere i primi rudimenti e di valutare se il Golf è lo sport della nostra vita. Il tesseramento alla FIG (Federazione Italiana Golf) costa 100,00 euro all’anno – 20,00 euro per i giovani fino ai 18 anni di età – e normalmente avviene per il tramite di un circolo o di un campo pratica accreditato, ma è anche possibile il così detto “tesseramento libero”.

Per quanto riguarda l’attrezzatura, necessaria una volta che il giocatore è pronto per sfidare il campo, esistono opzioni per tutte le tasche, essendo possibile acquistare un set completo nuovo, che potrà essere usato per molti anni, a partire da 250,00 euro, ovvero rivolgersi al fiorente mercato dell’usato, spesso spuntando ottimi affari.

Il Golf è uno sport improntato al rispetto ed alla correttezza. Si gioca per la maggior parte del tempo senza l’ausilio o il controllo di un arbitro, rimanendo affidato all’integrità del giocatore che è chiamato all’osservanza delle regole, scritte e non, che ne caratterizzano tutta l’attività, anche al di fuori del campo di gioco. L’espressione “the Spirit of the Game” rappresenta la sintesi di quei valori di lealtà, onestà, disciplina, correttezza, sportività, cortesia, moralità, rispetto verso gli altri, il campo e se stessi, che diventano parte della vita di ogni golfista, ad ogni latitudine.

Il Golf è uno sport che viene praticato in contesti naturali, spesso di impareggiabile bellezza, a contatto con il verde e l’aria pulita. Il campo da gioco è usualmente a 9 o 18 buche, ed ogni buca ha caratteristiche peculiari, a partire dalla sua lunghezza, a finire dalla predisposizione degli ostacoli: ma inizia sempre con un’area di partenza (il tee) ed una conclusiva (il green), dove è alloggiata la famigerata buca in cui necessario far entrare la pallina … nel minor numero di colpi possibile. In base alla loro lunghezza, le buche si dividono in par 3, par 4 e par 5, a seconda del numero di colpi necessari per concluderle. Il fairway è la zona di campo che si estende per tutta la lunghezza della buca, dal tee al green, e da dove si dovrebbe auspicabilmente giocare, evitando il rough (zone del campo ove l’erba è mantenuta più alta), gli ostacoli, sapientemente pensati dagli architetti dei campi, per rendere il gioco più difficile ma anche avvincente, costituiti tra l’altro da bunker (zone sabbiose dove vigono regole di gioco particolari) e ostacoli d’acqua (fontali o laterali), e cercando di rimanere nel perimetro del percorso per evitare il così detto fuori limite.

L’attrezzatura da Golf è costituita da una serie di bastoni, adatti a coprire diverse distanze e ad effettuare i vari necessari colpi. Il numero massimo consentito è di 14 bastoni, ivi incluso il putter, ossia l’attrezzo utilizzato sul green per eseguire i colpi più delicati che normalmente consentono di imbucare la pallina. Molti considerano il gioco sul green come una sfida nella sfida, l’estremo e conclusivo atto per il completamento della buca, un insieme di sapienza, intuito e delicatezza.

Lo swing è quel movimento, fluido e coordinato, che permette al bastone di colpire la pallina, facendo sì che quest’ultima compia la distanza e la traiettoria desiderate. Si dice che non esiste lo swing perfetto: infatti, ogni giocatore sviluppa in fondo una proprio movimento (dal più al meno ortodosso), la cui caratteristica fondamentale è, o dovrebbe essere, la ripetitività, oltre che ovviamente l’efficacia.

Al golfista dilettante viene assegnato un handicap (vantaggio) di gioco, tanto più basso quanto più è alta la sua abilità. Di fatto, il sistema dell’handicap consente a giocatori anche di livello sensibilmente diverso di sfidarsi alla pari, rimanendo il gap di abilità compensato dal vantaggio (in termini di colpi) che il meno abile può vantare nei confronti del suo competitore più esperto.

Il giocatore neofita potrà vantarsi dell’handicap solo dopo aver superato con successo una gara ufficiale di caccia all’handicap (ed ancor prima avendo dato prova di conoscere le regole), concludendo il giro in un numero di colpi inferiore al massimo consentito dal campo (ovviamente con un adeguato vantaggio concesso), ovvero, nel più comune sistema stableford (un modo di gioco che parametra i colpi effettuati ad un punteggio), in un numero di punti superiore al minimo stabilito.

Il giocatore dilettante, per tutta la sua carriera e partecipando alle competizioni, vedrà il suo handicap variare, in basso con il migliorare del suo gioco, in alto con il peggiorare (o anche solo in ragione di una giornata storta). La variazione dell’handicap è lo specchio del gioco e rappresenta una delle tante impareggiabili sfide che il gioco permette con se stessi, con gli altri e con il campo stesso.

Se stai pensando di avvicinarvi al Golf, sei nel posto giusto. La Cus Genova Golf Academy dedica gran parte della propria attività alla diffusione del Golf tra i giovani ed i meno giovani, consentendo di accedere a questo meraviglioso sporto in modo sano, divertente ed economico.

Per saperne di più, consulta il nostro sito, ed in particolare le sezione tariffe e scuola golf, oppure chiedi informazioni alla nostra segreteria tramite la sezione contatti.

Buon divertimento e buon gioco a tutti.